venerdì 15 maggio 2020

IL MONDO CONTRO IL COVID 19




Il mondo sta affrontando la pandemia di coronavirus,  una situazione difficile e ogni paese ha reagito in modo diverso. Ci sono varie supposizioni sull’origine del virus, quella che la maggior parte degli scienziati ritiene corretta è che il virus abbia fatto un salto di specie, uno spillover, nel mercato di animali selvatici nella città di Wuhan. Questa zona intorno alla metropoli cinese, di 60 milioni di abitanti, è stata messa in quarantena il 23 gennaio. Gli abitanti di Wuhan e le zone circostanti sono stati isolati completamente dalla vita, che la restante popolazione di circa 1 miliardo di persone, continuava a fare normalmente, coprendo con il suo lavoro anche il fabbisogno della regione messa in quarantena. 
Ora la zona rossa sta lentamente tornando alla vita di prima. Le restrizioni decise dal governo cinese erano molto rigide, in Italia non è possibile replicarle in quanto siamo una democrazia. 
Molti paesi occidentali, invece, per combattere la diffusione del virus, si sono basati sul modello sud coreano. In questo paese per la lotta contro il covid si è optato per postazioni per i test, test a domicilio e posti di blocco nelle strade. Un mezzo fondamentale per la Corea è stata la tecnologia; infatti l’uso di quest’app, chiamata “corona 100m”, che geocalizzava spostamenti delle persone con il coronavirus, ha aiutato a capire i presunti infetti. Ci sono state varie polemiche sull’utilizzo di quest’app in quanto ci potrebbero essere violazioni della privacy, ma il governo sudcoreano è tutt’ora molto fiero di questa innovazione e dei risultati ottenuti. Per quanto riguarda gli Stati Uniti,il presidente Trump e il suo governo avevano delle perplessità sul covid. Dicevano all'inizio “il coronavirus è un’influenza stagionale andrà via con il caldo” .Queste erano le parole del presidente Trump, prima che il virus colpisse anche gli Stati Uniti. Negli USA il virus è arrivato solo a fine marzo, solo due settimane fa questo paese ha raggiunto il picco massimo di contagi, infatti a differenza di Cina e Corea, gli Stati Uniti si trovano ancora nella fase 1. Se in Italia i maggiori contagi sono stati nella provincia e nei centri urbani medi e piccoli,  negli Stati Uniti sono state colpite le grandi città che stanno avendo le maggiori difficoltà per ospitare negli ospedali i malati di covid. New York è la città più colpita, che oggi conta 18 mila morti causati dal covid. Un altro problema negli Stati Uniti si è presentato nel fare i tamponi e nel curare tutti i malati di covid, in quantoil dititto alla salute non è garantito gratuitamente dallo stato e non tutti hanno le assicurazioni sanitarie o possono permettersi di pagarsi le cure. 
La Nuova Zelanda, invece, si è trovata in una situazione completamente diversa dal resto del mondo; infatti il paese conta solo 1500 contagi e 19 morti. La premier Jacinda Arden ha giocato d’anticipo: ha chiuso le frontiere, ha fatto tamponi a tappeto e ha tracciato i contatti delle persone infette. 
La premier neozelandese, però, non canta ancora vittoria, perchè il nemico può sempre tornare, ma già da questa settimana il paese si sta preparando alla fase 2. In Italia invece ci siamo trovati in una situazione completamente diversa: il primo caso nel nostro paese si è verificato intorno ai primi di febbraio a Codogno, in Lombardia. Dopo quel primo caso alcuni comuni sono stati messi in quarantena, purtroppo questo non ha fermato il virus. La gente, nel resto dell'Italia,  continuava a vivere come se niente fosse successo, fino a quando il 7 marzo tutta l’Italia si è trovata in quarantena: tutto quello che fino a prima era la normalità non è stato piu’ possibile. Negozi, attività e industrie che non vendono o producono beni di prima necessità hanno chiuso. Molte persone si ritrovate a casa senza stipendio, senza neanche i soldi per fare la spesa. L’Italia come il resto del mondo si è ritrovata in una crisi economica. Dopo due mesi di quarantena il nostro paese si prepara per la fase 2: i negozi sono pronti a rialzare la saracinesca dopo molto tempo e le industrie sono pronte a ricominciare. 
Finalmente anche parenti, affetti stabili e a breve anche gli amici si potranno incontrare sempre rispettando le norme di sicurezza. La guerra contro il covid-19 non è ancora finita, né in Italia né nel resto del mondo. Probabilmente qualcosa cambierà, non sappiamo se in bene o in male. Sicuramente questa cosa ci ha fatto riflettere e apprezzare di più le piccole cose. E ci ha fatto capire che non possiamo controllare tutto, questo è importante ricordarselo sempre.

Gaia Ferrante, Asia Belcastro, Andrea Trombaccia, Aurora Zunino, Aurora Boleri

Dov’è finita Greta?





Prima che iniziasse questa epidemia, Greta Thunberg, una giovane attivista svedese ogni venerdì scendeva in piazza per protestare contro i cambiamenti climatici.
Molti ragazzi iniziarono a seguire la sua iniziativa: il friday for future ha riempito le piazze di centinaia di città del mondo. Ma adesso che siamo chiusi in casa, che fine ha fatto Greta? A causa del Covid 19 in giro non si sente più parlare di clima. 
Greta annuncia che i problemi climatici, nonostante il mondo si sia fermato, continuano ad esserci. Infatti, la giovane attivista, ha fatto una videoconferenza con moltissimi altri ragazzi per parlare di questo problema; tutti loro si sono geolocalizzati sotto il parlamento svedese, quindi Greta Thunberg sta continuando a lottare per un futuro migliore, ma ha bisogno del nostro aiuto. 
Alcuni studi sostengono che questa epidemia sia collegata al problema ambientale; infatti a causa dei cambiamenti climatici, dei disboscamenti e del continuo insediamento umano, stiamo costringendo gli animali a spostarsi vicino alle zone abitate rischiando la trasmissione delle loro malattie a noi esseri umani.
Un altro problema che può comportare l’aumento dei virus, è l’innalzamento delle temperature. 
Un rimedio a tutto questo c’è, ma dovremmo rinunciare ai combustibili fossili e utilizzare solo l’energia rinnovabile; come affermano alcuni giovani ragazzi scrivendo una lettera all’Italia. Questi ragazzi dicono che rinunciando ai combustibili fossili si potrà tornare all’Italia di una volta, aree verdi, città senza traffico; e che si potrà creare nuovi posti di lavoro nella green economy, l'economia che crea energia alternativa, mobilità sostenibile, economia circolare. Inoltre dicono che senza bruciare i combustibili fossili si può risparmiare denaro, si potrà respirare aria pulita e salveremo circa le 80.000 persone che muoiono ogni anno a causa di tutto ciò. Se fossimo noi i primi a mettere in pratica questo messaggio, l’Europa e il resto del mondo potrebbero prendere esempio dall’Italia.
Come abbiamo visto in un video, che gira in rete,  la nostra casa è in fiamme e se non facciamo niente per salvarla bruceremo con lei.

Sofia Alfano, Andrea Boschi, Virginia Policrisi, Fabrizio La Paglia.

                 
                                                                            

martedì 12 maggio 2020

NON TORNIAMO AL MONDO DI PRIMA


Muhammad Yunus è l’ideatore del microcredito moderno, ossia di un sistema di piccoli prestiti destinati ad imprenditori troppo poveri per ottenere credito dalle banche tradizionali. Muhammad Yunus pensa che anche le famiglie più povere debbano avere le stesse opportunità di costruirsi una propria attività come quelle ricche. In questo momento però è un altro problema ad affliggerci, anch’esso legato all’economia, si tratta dell’epidemia di coronavirus e dei suoi effetti. Quindi il grande interrogativo che si pone Muhammad Yunus, e che dovremmo porci tutti è questo.  Dobbiamo far ripartire la nostra economia dal punto in cui l’avevamo lasciata o è meglio ricominciare da capo? Tutto ad un tratto si sente parlare solo di questo virus, i grandi problemi che c’erano prima di lui sono stati dimenticati; i cambiamenti climatici, la disoccupazione di massa, i paesi sotto sviluppati che soffrono a causa di quelli più sviluppati che li sfruttano e l’eccessiva ricchezza in mano di pochi. Dove sono finiti questi problemi? Perché non se ne sente più parlare ? Vorremo veramente ritrovarci con essi usciti da questa situazione? Abbiamo quindi la libertà di scelta. Se volessimo ripartire da capo dovremmo però stare attenti a quei vecchi problemi, anche se li ignorassimo ci si ripresenterebbero davanti. Quindi questa “nuova economia” deve come prima cosa stare attenta al passato per cercare di risolvere le cose che in questo recente passato ci hanno indebolito e reso il mondo quello che è.  La soluzione sarebbe prima eliminare i vecchi problemi, per poi andare avanti con l’innovazione, facendo crescere l’economia. 
Qua sotto ci sono approssimativamente spiegate le parole che ha scritto Muhammad Yunus nel suo programma della “nuova ripresa” fondato sulle imprese sociali. Queste imprese sociali di cui parla Yunus sono studiate e create per risolvere i problemi delle persone. I governi dovrebbero essere i primi ad incoraggiare e finanziare le imprese sociale di ogni settore. Il governo dovrà poi spronare le aziende già esistenti per trasformarle in imprese sociali e aiutarle a farle crescere. I frutti delle imprese sociali inizieranno a notarsi quando diventeranno una sorta di impresa “no profit” e si avranno collaborazioni e alleanze al di là dell’aspetto e dell’obbiettivo economico. Queste imprese sociali porteranno il mondo e l’economia a pensare meno ai soldi e al guadagno, ciò porterà al maggiore attenzione all’ambiente e ai problemi veramente grandi dell’uomo. Ci sarebbe così un mondo più altruista, generoso e meno interessato a secondi fini. 
Nelle precedenti frasi ho scritto “mondo” perché, se mai queste imprese sociali si realizzassero e funzionassero, si parlerebbe di un ecosistema globale enorme e collegato in modo internazionale. Anche gli imprenditori con le imprese sociali però avranno giustamente alcuni problemi, come la disoccupazione che subito si verificherà a causa del tracollo dell’economia. Se mancheremo di impegnarci in un programma di ripresa economica post-coronavirus trainato da una consapevolezza sociale e ambientale, imboccheremo inevitabilmente una strada molto peggiore della catastrofe provocata dal coronavirus… la caduta irreparabile dell’economia e di conseguenza di tutte le cose che ne derivano. L’unico modo è smettere di pensare ai soldi e iniziare ad unirci tutti insieme, una volta per tutte, per formare qualcosa di solido sul quale  basare il nostro “incerto” futuro.

Carlo di Paolo, Martina Lombardi, Diego Gentile, Sara Vasquez

giovedì 7 maggio 2020

Cosa ci è successo e dove andiamo


Il mondo intero sta attraversando un momento veramente difficile a causa del coronavirus.
La pandemia non conosce confini, si è diffusa dalla Cina, all’Italia, a gran parte dell’Europa, agli Stati Uniti. 
Ci sono stati nel mondo quasi 4 milioni di contagiati e 260.000 morti.
La paura è il sentimento dominante per tutti. Gran parte del mondo si è fermato per bloccare la pandemia. 
Il virus ha allentato la sua diffusione nelle ultime settimane  solo  grazie all’isolamento sociale e al rispetto delle distanze di sicurezza. Ora tutti gli stati, compresa l’Italia, stanno pensando come fare a ripartire. 
Non sarà facile, ci saranno delle nuove misure di sicurezza e di contenimento per affrontare la ripartenza, nonostante le paure. Le conseguenze del fermo di questo periodo ha portato a gravi problemi economici e  sociali, molti hanno perso il lavoro o sono senza stipendio. 
Il governo sta provando a dare contributi per le famiglie in difficoltà, ma c’è grande preoccupazione. 
La fase 2 della ripartenza consiste nell’apertura graduale dell’industria e del commercio. 
Ma il ritorno alla normalità è ancora lontano perché, come affermano i virologi, il virus continuerà ad esistere ed a circolare, quindi bisogna cambiare le nostre abitudini. 
Non potremo fin da subito abbracciarci, stare in gruppo e fare tante cose che fino a due mesi fa erano normali. 
Dopo le crisi si è sempre usciti in positivo, il problema è che non si sa dopo quanto tempo accadrà e dopo quante sofferenze. Sicuramente bisognerà fare una riflessione, apprezzare le cose che abbiamo capito essere importanti e non dare nulla per scontato; prendere coscienza del fatto che non siamo i padroni del mondo e non tutto possiamo controllare.

Gaia Ferrante.

Come saremo dopo..... Dipenderà da tutti noi





Tra le tante incertezze sul futuro a cui siamo abituati in questi giorni, c’è un cosa sicura che accadrà. 
Non si sa come, o in bene o in male, ma il mondo, uscito da questa grande emergenza storica, cambierà. 
Difficile dirsi come cambierà, quasi impossibile immaginare le mutazioni della società e dello spirito di ognuno di noi. Anche se questo cambiamento dovesse avvenire in peggio, spero che comunque qualcosa lo impareremo. Il Covid-19 in qualche mondo, colpendo tutto il mondo, ha influito su moltissime altre cose. 
Per esempio il covid-19 non ha aspettato che finissero le guerre per attaccare e non si è fatto scrupoli a contagiare paesi in cui la  povertà portava gli abitanti a bruciare i corpi dei propri cari defunti in strada.
No, il coronavirus non si è fermato davanti ai problemi che già prima affliggevano l’umanità. 
Di conseguenza cambierà anch’essi, tutto quello a cui è andato incontro, cambierà. 
Partiamo da un tema “semplice”, poniamoci quindi questa domanda: come semplici cittadini, come verrà plasmato il nostro spirito e il nostro comportamento? Come ne usciremo, più saggi, più generosi? 
Come detto prima è complicato immaginare un cambiamento su così tante persone e sulla società intera, però possiamo pur sempre fare delle ipotesi. 
Credo che il cambiamento in qualche modo sarà ugualmente intenso per tutti, non ci saranno mezze misure, saremo o tutti migliorati o tutti peggiorati. 
Nell’ipotesi ottimista ne usciremo tutti più generosi, altruisti, premurosi, più responsabili, meno consumisti e più attenti ai nostri comportamenti, anche nelle piccole cose. 
Nella peggiore delle ipotesi appena si potrà uscire, come una mandria di bufali invaderemo tutto, i nostri comportamenti, a causa dell'astinenza, peggioreranno; tutti ce ne fregheremo degli altri e punteremo al nostro obbiettivo, senza guardare in faccia  nessuno. 
Sprecheremo i nostri soldi in cose inutili, alimentando il consumismo, visto che non lo abbiamo fatto in quarantena, nonostante la situazione economica, che, usciti da questa situazione, sarà pessima. 
Aumenteranno di conseguenza anche la criminalità, l'ingiustizia sociale e l’inquinamento, causati pur sempre da un atteggiamento menefreghista dell’uomo. 
Invece la società, intesa come “stato”,  imporrà delle regole di buona convivenza, immagino. 
Magari regole precauzionali anti-contagio. per esempio. 
Ma nella seconda e peggiore delle ipotesi queste buone norme di  comportamento verranno rispettate per due o tre  giorni. 
Il primo e più grande problema, usciti da qui, sarà l’economia che giorno per giorno sta andando in perdita.
Per noi che siamo un paese esportatore, sviluppato,  d’artigianato, di turismo, sarebbe una pallottola al cuore. 
Ma è importante  che questa volta ci si riesca a rialzare, tutti insieme, come persone e come paese.
Insomma in qualche modo ho speranza che l’uomo di questo paese,  almeno una volta, riesca a imparare dai suoi errori, per rialzarsi più forte e migliore e per non ricadere più nei  suoi storici, intramontabili difetti

Carlo Di Paolo.

DIARIO DALLA QUARANTENA






 


Era il 21 febbraio quando tutto iniziò. 



Caro diario...
Alle ore 19 e 30, il governo ha comunicato che le scuole erano  chiuse a causa del coronavirus. Non immaginavo che questa cosa sarebbe durata tanto, quindi ero serena e  spensierata. 
Poche settimane  dopo la mia scuola ha iniziato la didattica a distanza, non sapevo come sarebbe stata, ma ora, dopo quasi due mesi,  la detesto. 
Mi trovo male a dover parlare a un pc, ma, lo so, questa è l’unica maniera per far scuola.

Il 10 marzo arriva la notizia più sconvolgente: inizia la QUARANTENA. Questa parola mi fa venire i brividi alla schiena. Secondo me la “QUARANTENA” è sinonimo di prigione: dover stare rinchiusa tra quattro mura, senza mai sapere quando si riprenderà alla vita di prima.Una cosa bella della quarantena e che mi ha fatto capire il vero valore delle cose. 
Una cosa orribile è che ho la paura costante di aver il virus o peggio ancora averlo passato alle persone a me più care.
Stando a casa 24 ore su 24 ho ripreso a fare una cosa che ho sempre adorato: cucinare. Ho cucinato qualsiasi cosa, e ora sono in crisi perché non sono più cosa cucinarmi, ma almeno mi posso considerare una cuoca provetta." 
Ad esempio prima non capivo quanto era importante andare a nuoto, oppure a scuola, o una semplice uscita con gli amici. Come molti dicono “non si capisce l’importanza di qualcosa o qualcuno fino a quando ti manca”. Penso che questa frase rappresenti al meglio la quarantena che stiamo vivendo.
------------------------------------ Chiara Tassistro
Caro diario...
Nel mese di Marzo si è diffuso un virus, molto pericoloso, e tutti abbiamo iniziato a restare a casa in quarantena; non possiamo avere contatti con altre persone che non erano della nostra famiglia, dobbiamo sempre disinfettarci le mani e uscire con la mascherina e i guanti. Dopo un po' di tempo i negozi, per guadagnare, si sono messi a fare consegne a domicilio e questo ha aiutato molte persone. In questa quarantena sto scoprendo nuovi hobby, molto divertenti, per esempio mi piace molto cucinare, specialmente i dolci. Per far passare ancora meglio il tempo faccio un po' di palestra e pulisco -  questo ad essere sincera non molto spesso - , la casa. Credo che c.que  ci sia del positivo in questa quaranten: possiamo stare con i nostri familiari e dedicarci a loro, cosa che nella vita di prima non facevamo molto. Dopo un po' di settimane sono iniziate le lezioni online; subito gli insegnanti ci caricavano un po' troppo, ma ora abbiamo trovato un equilibrio sull'assegnazione dei compiti; comunque mi sto trovando bene con queste lezioni a distanza; certo preferivo quelle normali, ma anche queste non sono male. Questa quarantena pero' mi toglie delle cose importanti: le mie amiche, ormai, le vedo solo tramite video chiamate, durante il pomeriggio, quando non ho da fare dei compiti. L'unica che si sta davvero divertendo in questa quarantena è la mia cagnolina,Sissi.Lei ama tanto stare in compagnia, sopratutto con noi, in questo periodo giochiamo molto insieme; con questa quarantena è molto felice e vuole specialmente le coccole 😊💕. Spero che questo periodo finisca presto, per fortuna siamo già nella fase due e quindi si può uscire e andare a trovare i parenti che non vivevano vicino a noi. Ovviamente possiamo uscire, ma non esagerando, perchè il virus c'è ancora e può ancora infettare le persone, sopratutto quelle anziane 👵👴. Spero che a settembre si possa tornare a scuola e riprendere, caro diario,  la vita che facevo prima. 🤞
 
Elisa Cipollone
-

Caro diario
da oltre un mese siamo costretti a restare all'interno delle nostre case perché un virus sconosciuto sta provocando molte morti. Noi non possiamo andare a scuola e molte persone non possono andare a lavorare, molte fabbriche e tante attività come bar, ristoranti, alberghi e cinema hanno chiuso e tutto ciò sta provocando una grande crisi economica sia in Italia che in molti altri paesi del mondo. Le persone non guadagnano soldi e quindi cresce la povertà e la paura in tanti uomini di non riuscire e dare da mangiare ai propri figli.
Non sappiamo quando tutto questo finirà e quando potremo di nuovo uscire da casa, ma qualcosa di positivo comunque c’è : possiamo stare molto tempo con la nostra famiglia e fare tante cose tutti insieme, come ad esempio  preparare cibi fatti in casa, possiamo vedere i nostri compagni  di classe e partecipare  alle videolezioni, guardare la tv e leggere.


Sicuramente questo virus ci ha mostrato che la ricchezza non da felicità e che è più importante stare bene che avere delle cose, possiamo scegliere quale vita vogliamo avere quando tutti gli eventi verranno superati. Gli uomini adesso sono più uniti e si aiutano di più e anche la natura e il clima  stanno migliorando.

Gabriela Esperanza Ponce Sifontes

Caro diario
Qualche mese fa dalla Cina è arrivato il Coronavirus, un virus che ha sterminato moltissime persone in tutto il mondo. Questo virus è molto rischioso per gli anziani perchè  hanno gli anticorpi molto più deboli. Stando a casa, in isolamento per difenderci da questa epidemia,  abbiamo visto però che l’inquinamento è calato, grazie alla chiusura di industrie, città e trasporti; non vuol dire che per risolvere un problema ce ne deve essere un altro, ma significa invece che  dobbiamo affrontare tutti insieme i problemi gravi che ci si presentano davanti in questo momento storico. Per evitare o fermare questa epidemia, comunque,  per prima cosa bisogna rispettare le regole principali: stare a casa, uscire con guanti mascherina, stare il meno possibile fuori. Seguendo queste regole tutto potrà finire relativamente  in fretta. In questo periodo non dobbiamo dimenticare però molti altri  vari problemi che continuano ad esistere. Ad esempio i cambiamenti climatici: l’uomo ha la colpa dell’innalzamento della temperatura, svolgendo  le sue attività come la combustione dei combustibili fossili, la deforestazione e l’allevamento del bestiame. Queste attività emettono nell’aria un sacco di gas serra che influiscono negativamente sul pianeta e sulla vita di tutti. Esisterà ancora il problema delle grandi migrazioni: ci siamo accorti che il nostro mondo è incapace di agire in modo adeguato per l’accoglienza dei migranti. La soluzione di questi problemi richiede due principi fondamentali: accoglienza valida e  accordi in tutta l’Unione Europea,  perchè la risposta  a quello che succede risultI veramente efficace. Questa crisi causata dalla pandemia peggiorerà anche l'aumento della povertà che è causata principalmente dal distacco della finanza dall’economia reale. Si dovrebbe invece incominciare ad usare il denaro  per dare a tutti una possibilità di lavoro, dare a tutti una casa o un posto accogliente ed  il diritto alla  salute.
Veronica Camicia


Caro diario,
in questo periodo di quarantena non mi trovo molto bene.
Iniziamo a parlare degli aspetti positivi e negativi delle video lezioni. Preferisco andare a scuola
invece della didattica a distanza, perchè essendo a casa, mi distraggo facilmente, però è meno
stancante della scuola normale, poiché si fanno meno ore.
Un’altro aspetto negativo di questa quarantena è di non vedere i miei amici o i miei parenti.
Però ci sono anche degli aspetti positivi, per esempio ho più tempo per studiare, fare compiti e,
ogni tanto, per giocare ai videogiochi con i miei amici.
Qualche volta esco, perchè essendo ormai iniziata la fase 2, una passeggiata la possiamo fare,
ovviamente, senza raggrupparsi e alle distanze adeguate.
Infatti se esco esco o con i miei genitori o con un solo mio amico. Ogni volta che mi affaccio alla
finestra vedo molta gente in giro senza mascherina, molto vicini, aumentando così il rischio di
contagio e rischiando di allungare la quarantena.
All’inizio, quando mi avevano detto di questo virus, l’avevo preso alla leggera, anche se quando
uscivo di casa portavo comunque con me igienizzanti e antibatterici.
Un altro aspetto positivo di questa quarantena è che posso stare di più con i miei genitori e con
mio fratello. Per fortuna i miei nonni abitano nel mio stesso palazzo e nello stesso piano, quindi
ogni tanto li vado a trovare.
Alcune persone non hanno potuto continuare a lavorare, altri hanno potuto fare il proprio lavoro
da casa, altri ancora, come mio padre, hanno continuato a svolgere i loro lavori.
Nei negozi molte volte non danno né mascherine, né guanti ai propri dipendenti.
Speriamo che tutto questo finisca presto e state tranquilli che.........CE LA FAREMO

                                                                                                       Stefano Cordazzo


Caro diario
ti parlerò della mia quarantena, iniziamo con le video lezioni.
Passare da fare lezioni a scuola alla Didattica a Distanza è stato un grande
cambiamento. Ci siamo dovuti abituare ad usare nuove app per fare video lezioni
e compiti. Queste app sono Google Meet che ci serve per vederci e parlarci in
videoconferenza; Google calendar che serve ai prof per mettere il link delle video
lezioni, dove noi alunni dobbiamo entrare e infine classroom che è il luogo dove i
prof ci mandano i compiti in modo che noi glieli rimandiamo fatti.
È stato un grande cambiamento, ma dopo un po’, sia io, sia penso anche i miei
compagni, ci siamo abituati.
È stato molto noioso stare in quarantena. Anche perché in quarantena non si
poteva uscire, non potevi vedere gli amici e neanche alcuni tuoi familiari.
Un lato positivo che abbiamo vissuto un po’ tutti è stato che noi ragazzi abbiamo
avuto più tempo per stare con i nostri genitori e i genitori più tempo con i propri
figli.
Molte persone a causa del coronavirus non hanno pututo continuare a lavorare,
mentre altre persone sono potute andare avanti con la propria attività lavorando
da casa.
Le precauzioni da prendere sono quelle di lavarsi le mani spesso e quando si
esce sono quelle di mettersi la mascherina, i guanti e cercare di stare ad almeno
un metro di distanza dalle altre persone.
Se tutti agiremo con intelligenza e prudenza andrà tutto bene.

                                                                                                                       Enrico Seguiti

lunedì 3 giugno 2019

IL LOMELLINO - IL NOSTRO GIORNALE




Ciao a tutti !!
Anche quest'anno vogliamo portare di nuovo sui vostri cellulari il Lomellino che avrà un nuovo nome:
IL LOMELLINO 2.0.





Sul nostro giornalino on line troverete molti argomenti, che in qualche modo hanno a che fare con la nostra vita. Musica, cinema, sport, moda ecc. Affronteremo anche argomenti significativi ed importanti, come i diritti umani e i problemi dell'economia e della società che, anche se siamo dei ragazzi, non possiamo ignorare.
Purtroppo come sapete ci è successo qualcosa che tutti noi non ci aspettavamo.
Infatti la pandemia del coronavirus ci ha obbligato a interrompere il nostro lavoro, ma noi non ci arrendiamo. Siamo riusciti a ricostituire online la redazione del nostro giornalino e nei nostri articoli ci occuperemo della situazione che stiamo vivendo.  


B U O N A   L E T T U R A   A  T U T T I   !!


23 maggio 1992, Cosa Nostra uccide Giovanni Falcone, ma la sua morte per la mafia sarà l'inizio della fine

Giovanni Falcone nasce a Palermo il 18 maggio 1939 nel quartiere malfamato della Kalsa,  da Arturo, direttore del Laboratorio chimico provin...